New York: dall’Upper Side a Times Square

New York: dall’Upper Side a Times Square

New York è uno di quei posti che ci scatena una serie di immagini nella testa; un posto così tanto immaginato, ma soprattutto visto, che una volta arrivati sembra di conoscerla già.

Questa era la mia seconda volta nella grande mela, ma ciò non ha frenato entusiasmi e stupore, perché anche se New York rimane sempre la stessa, le cose da fare cambiano sempre, così come cambia il colore della città ogni giorno.

Dopo la colorata California, l’ammuina di New Orleans e l’aria sospesa di Austin, New York è piombata all’improvviso nel mio viaggio, un po’ grigia e puzzolente inizialmente. New York è una di quelle città americane che la gente adora definire non-americane; anzi, se ci dovesse essere la città meno americana d’America, quella sarebbe proprio New York.

New York è New York. Vista e rivista con Woody Allen, Carrie Bradshaw e Jackie Chan, è impossibile non sentirla un po’ propria quando si cammina per le sue vie lunghissime.

Consigli utili per visitare New York:

  • Cercate di organizzate le vostre giornate a seconda dei giorni gratis dei musei, eviterete così di comprare il New York Pass (qui tutti i giorni e gli orari gratuiti dei musei);
  • Comprate l’abbonamento settimanale alla metro ($32.00), risulterà comunque conveniente rispetto ai $2.75 di ogni corsa singola;
  • Girate di giorno, ma godetevi ancora di più le notti di New York;
  • Salire sui grattacieli costa intorno ai $30 ovunque; è sicuramente un’esperienza da fare, ma visto uno, vi potete fare un’idea degli altri. Quindi, sceglietene uno e preparatevi alla fila;
  • New York è tendenzialmente cara, ma c’è tanta scelta, quindi che cerchiate il lusso sfrenato o lo chic che non impegna, sarete ugualmente soddisfatti.

Plaza Hotel New York

Upper East Side e Upper West Side

La New York più aristocratica e nevrotica è proprio quella dell’Upper Side, West o East che sia. Camminare per Central Park è già di per sé un esperienza molto newyorker, il grande parco che divide in due l’Upper Side è uno dei simboli della città. Ai suoi lati, tre grandi musei che non si possono saltare nel viaggio: American Museum of Natural HistoryGuggenheim Museum e  Metropolitan Museum of Art: dall’arte classica, a quella contemporanea agli scheletri dei dinosauri, il tutto immersi nel verde del parco più famoso del mondo. Il mix perfetto per fare di voi i perfetti intellectual-chic à la Manhattan.

met new york degas

Una volta appagata la vostra fame di cultura, sarà il momento di appagare un altro tipo di fame, meno alta, se volete, ma sicuramente più comune. Qui a New York potrete saziarvi come volete, in tutte le lingue del mondo.

La cucina giapponese è un’arte a New York e non si limita al sushi. Ebbene, sì, cari connazionali, ho scoperto che in Giappone non si cibano di solo pesce crudo, ma mangiano anche altro (che strano!). Il piatto povero più famoso di questa cucina è il Ramen, un piatto a base di taglioni cinesi di frumento, serviti in brodo (di carne o pesce), spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni di maiale, uova, alghe, cipolla verde e mais. Chi più ne ha, più ne metta. Per gli sperimentatori moderati sembrerà una brodaglia immangiabile dove galleggiano cose, ma lasciate andare questi pregiudizi e gustatevi questo piatto, vi stupirà! Suggerito da una insider, abbiamo mangiato da Mei Jin Ramen: approvato a pieni voti!

Ramen mei jin ramen new york

Se invece volete concedervi un pranzo elegante, dal gusto e dallo stile tutto italiano, non c’è molto da perderci tempo: Caffè dei Fiori. Infilandosi per Lexington Avenue, scesi nella saletta interna, sembra di essere tornati in Italia, ben lontani dalle luci esagerate di Times Square. Di solito non amo mangiare italiano all’estero, anzi, è una cosa che non faccio mai; ma a New York va provata anche la cucina italiana. La sobrietà e l’eleganza degli ambienti, così come dei piatti, vi faranno voglia di tornare a casa per un po’, o forse già ci siete e non ve ne siete resi conto. Personalmente del mio pranzo ho amato l’insalata di barbabietole, la tagliatella al ragù (e fidatevi, perché di tagliatelle e di ragù ne ho mangiati a Bologna) e il coniglio con patate e porri. Io ero in dolce compagnia e consiglio anche a voi di fare lo stesso, per due motivi: l’atmosfera intima e romantica e il poter rubare qualcosa dal piatto dell’altro senza sembrare degli animali affamati. Il nostro pranzo finisce con uno sgroppino e poi giù verso Midtown.

caffè dei fiori new york insalata di barbabietole

caffè dei fiori new york pappardelle all'astice

caffè dei fiori new york tagliatelle al ragù

caffè dei fiori new york coniglio patate porri

Midtown

C’è tanto di New York in ogni angolo della città, nonostante la grande diversità tra ogni sua zona; ma la vera cartolina, rimarrà sempre Midtown. La New York dei grattacieli e delle luci di capodanno. Cominciate la mattina dopo una colazione fugace, da Macy’s, per farvi truccare e a improfumarvi, vi sentirete subito dentro Sex and the City; anche se non camminerete su un paio di Manolo Blahnik, ma, nella migliore delle ipotesi, su delle vecchie Diadora.

Dopo aver fatto una passeggiata per la 5th Avenue, tra una visita a Grand Central, una alla Public Library e una al MoMA fermatevi a mangiare un hot dog per la strada (non spendete più di 2 $). O, per un pasto più sostanzioso, il mio amato Ramen da Hide-Chan Ramen.

New York Public Library

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Un post condiviso da Alessandra Nardini (@frienno_viaggianno) in data:

MoMA New York

Un posto, però, veramente insolito e irrinunciabile è Burger Joint, poco distante dal lato Sud di Central Park. Trovarlo sarà un’impresa, ma una volta trovato, ne sarà valsa la pena. In stile speackeasy (i bar nascosti durante l’epoca del proibizionismo, ne parlerò nel prossimo articolo), nascosto all’interno della hall dell’ hotel Le Parker Meridien, si trova questa piccola oasi dell’hamburger. Un locale fintamente spartano, amato dai newyorkesi, dove poter mangiare, immersi in un’atmosfera unica, uno dei panini più buoni della città. Niente impiattamenti da chef stellati, ma non per questo, poca cura nei dettagli; sicuramente tanta bontà in un hamburger semplicissimo.

Burger Joint New York

Burger Joint New York

Burger Joint New York
Con lo stomaco appagato e gli occhi pieni di gioia, la serata non può che concludersi tra le luci della città. E questa è una cosa che si può fare sia dall’alto, sia dal basso.

Dall’alto, su uno dei grattacieli più famosi del mondo: l’Empire State Building. Manhattan illuminata a giorno di fronte a voi, la luna nell’Hudson e il sassofonista che si trova in alcuni giorni della settimana, giustifica tutta quella fila per entrare e la gente ammassata. Dal basso, nella scintillante Times Square, il luogo dove l’immagine più famosa della città quasi si esaurisce e ti travolge di notte, non solo con le sue luci, ma proprio con la sua vitalità.

view landscape new york empire state building

 

La questione è che New York ci piace così tanto perché è già vista, ma quando pensi di esserti annoiato e di aspettartela già, alla fine ti sorprende con nuove cose da fare.

 

Sax Times Square

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