New York: Lower Manhattan e Brooklyn

New York: Lower Manhattan e Brooklyn




Nel caso l’Upper Side e Midtown non vi siano bastate, nel caso quella Manhattan lì fosse troppo mainstream, ecco a voi il giro più vischioso tra i ristoranti economici di Chinatown, i quartieri latini di Brooklyn e i locali segreti dell’East Village.

Attraversato lo Union Square Park, nel consueto casino animato da artisti di strada, performers e bancarelle, si può decidere di dirigersi verso Chelsea (ad Ovest), al Greenwich Village (a Sud) o verso l’East Village (ad Est, appunto). Se avete già fatto colazione da un po’, il mio consiglio è quello di procedere proprio nell’ordine Chelsea-GV-EV.

DI GIORNO UNA COSA…

Chelsea è un quartiere ricavato da magazzini riconvertiti e fabbriche in disuso, il che costituisce la sua principale attrattiva. Consigliavo di andarci intorno all’ora di pranzo, perché il Chelsea Market è una tappa obbligata per chi come me, ha il tempo del viaggio scandito dai trigliceridi. Si tratta di una vecchia fabbrica di Oreo, che oggi funge da mercato coperto. All’interno, qualsiasi tipo di cucina, pizza, tacos, sushi, finto sushi, carne alla brace, ramen, dolce, salato, insipido, tutto.
Io come al solito non ho potuto far a meno di un taco carne da Los Tacos No. 1, ma non ho disdegnato neanche un più patriottico crocché da Filaga. Il mio consiglio è di non avventarvi su un posto solo, ma spiluzzicare un po’ dappertutto, perché l’offerta è tanta e i prezzi permettono di potersi sfiziare come meglio si crede.

 

Filaga crocché
Il crocché di Filaga al Chelsea Market

 

Tremati, tremati! I #tacos son tornati @chelseamarketny

Un post condiviso da Alessandra Nardini (@frienno_viaggianno) in data:

 

Scendendo per la 9th, vi troverete nel Greenwich Village, una piccola Londra signorile a New York, fatevi un giro perdendovi tra le sue deliziose casette (tra cui la famosissima casa di Carrie Bradshaw). Che siate appena arrivati in questo quartiere o ve ne stiate andando, prendetevi almeno una ventina di minuti per passeggiare tra le musiche del Washington Square Park.

 

street artist Washington Square Park ny
Artisti di strada al Washington Square Park

 

Per avere poi una vera esperienza newyorkese, passate prima dal supermercato m2m, prendete una porzione di sushi to go e gustatela su una panchina, perché no, di fronte a una band che suona la musica che preferite.

 

 

Inebriati dal cibo e dalla musica, potete continuare il pomeriggio nell’East Village, perdendovi, anche qui, tra una strada e un’altra. Ah, che non vi venga in mente di saltare la fila da Katz’s Deli, il panino al pastrami, ne vale ogni metro. Chiedete a Meg Ryan se sbaglio.

 

 

Inoltrandovi poi, verso Sud, vi addentrerete per Chinatown, e la città cambia ancora: all’improvviso le strade sembrano essere più strette, o forse più fitte, odori forti, bancarelle di frutta e verdura che escono dai negozi ormai strapieni. Già camminare per queste strade è un’esperienza unica di per sé, ma mangiare qui è L’ESPERIENZA. Prima di mangiare a Chinatown non impazzivo per il cibo cinese, ho cambiato idea dopo aver mangiato la vera anatra alla pechinese da Peking Duck House. Un’alternativa più economica, ma altrettanto valida può essere Xi’an Famous Foods.

DI NOTTE UN’ALTRA…

Di giorno potete concedervi piacevoli passeggiate, ma di notte questi quartieri si trasformano e andare a cercare gli angoli più inaspettati spetta a voi. Due cose che non andrebbero mai perse nella New York by night, sono sicuramente il jazz e gli speakeasy.

Premetto che sono una profana del jazz, non me ne intendo, ma è un genere che mi piace, quindi non inorridite se non ho scelto il famosissimo Blue Note o similia. Casualmente sono finita in una specie di sottoscala, molto suggestivo, dove piccole band si alternavano; casualmente ho scelto uno dei posti più economici per ascoltare jazz tra Chelsea e il Greenwich Village: il Fat Cat ($3 l’entrata). Consigliatissimo!
Il jazz a New York è un cult a cui non si può rinunciare, ma la vera chicca sono gli speakeasy, dei locali sullo stile dei bar segreti all’epoca del proibizionismo.

Anche qui la scelta è stata casuale, ma non poteva andare meglio, dopo una serata a mangiare gli hot dog dell’ultim’ora a Midtown, io e il mio paziente compagno di viaggio decidiamo di dirigerci verso il locale che chiude più tardi, il Back Room nell’East Village. Dopo una mezz’oretta passata a cercare l’entrata del bar (è segreto, ve l’ho detto), tra un “non sai leggere?” e un “ma forse la via è sbagliata”, nello sconforto generale, quando stavamo per mollare, mi accorgo di una piccola insegna di un negozio di giocattoli, dove sapevo essere il bar.
Ed ecco che, passato il cancello del sottoscala e il corridoio esterno nella penombra, si spalancano le porte dello stupore: un elegantissimo bar in legno, in perfetto stile anni ’20. Bere qui è abbastanza caro, ma le tazze da te in cui servono gli alcolici e l’atmosfera, vi faranno dimenticare di questo piccolo particolare.

 

UN SALTO A BROOKLYN

 

Troppo a lungo considerata la cugina sfigata di Manhattan, Brooklyn si sta finalmente riappropriando di un suo status quo. Se avete anche solo un pomeriggio da dedicargli, fatelo, non ve ne pentirete.

Il mio tempo a disposizione ha permesso solo una carrellata veloce del quartiere: Bushwick, Williamsburg, Dumbo e ovviamente il ponte. Il mio consiglio è quello di andare già preparati: i quartieri sono molto grandi e quasi esclusivamente residenziali, quindi senza un itinerario potreste girare a zonzo per ore senza vedere nulla. Quindi, una volta arrivati a Bushwick, dirigetevi verso la Bushwick Collective, la galleria di street art a cielo aperto. L’immaginario di New York città frenetica è già lontano, qui, la domenica si sentono odori di cibi cucinati in casa; neanche l’inglese si sente parlare più, parlano tutti spagnolo e anche i ritmi di vita sono decisamente ispanici. Per mangiare, oltre alla famosa pizza Roberta’s, un’ottima alternativa è il peruviano Chimu Express.

Bushwick murales
Bushwick – Murales

 

 

Ceviche de pescado Chimu Express Brooklyn
Ceviche de pescado – Chimu Express

 

Dopo questo salto in Sud-america, è la volta di Williamsburg, un vero puzzle di culture. La parte nord è La Mecca degli hipster; quella orientale è ancora molto italiana; e a sud c’è un luogo che sembra a metà tra un set di un film e  un posto che non esiste: è la zona abitata dagli ebrei hassidici della comunità di Satmar. Tutti sono vestiti di nero, gli uomini hanno il caratteristico copricapo di pelliccia e le donne il basco.

Se non vi sentite a vostro agio qui, perché sembrate non essere ospiti indesiderati, tranquilli, molto probabilmente è così. Gli hassidici sono una comunità molto chiusa e ricevere occhiate di biasimo, magari perché indossate dei pantaloni corti (ma anche solo dei pantaloni, se siete donne), è normale; ma non vi preoccupate, non mordono.

Williamsburg

 

Se all’andata siete venuti in metro, per tornare a Manhattan, concedetevi una passeggiata sul Brooklyn Bridge. Sarà uno dei posti più turistici del mondo, sarà strapieno ad ogni ora del giorno e della notte, sarà… Ma lo skyline di Manhattan, pian piano che ci avvicina, è qualcosa di veramente emozionante. E allora va bene anche la folla, l’impersonalità, il casino, perché New York è anche questo.

Così, questo viaggio che ho cercato di portare alle lunghe il più possibile è finito, è stata una bella avventura negli States ed è stato bello condividerlo con voi.

 

Booklyn Bridge

 

 

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