Sunny San Diego, quello che non mi aspettavo

Sunny San Diego, quello che non mi aspettavo

San Diego, quel posto che non ti aspetti. In realtà, più che non aspettarmelo, non me l’immaginavo proprio; mi avevano raccontato che non si trattava della tipica metropoli statunitense, ma io una città così proprio non me lo immaginavo.

Dopo un surreale viaggio durato quasi 24 ore, sempre in compagnia del sole, sono arrivata a San Diego stanca morta e con un’impellente voglia di fare una doccia. Tra l’aereo per New York e quello per San Diego ho totalizzato un totale di 5 film e la bellezza di 2 lattine di coca cola, 4 bottigline d’acqua, 7 snack e un pranzo.

Arrivata all’aeroporto di San Diego alle 9 di sera, finalmente la notte è calata anche per me che viaggiavo verso ovest, alla ricorsa del sole. L’alba del nuovo giorno per me, scemunita più del solito, per via del jet lag, arriva prestissimo: alle 3 di notte. Riprendo sonno, ma alle 6:30 sono di nuovo sveglia e pimpante. Così alle 8 sono già per strada: la mia scoperta della città può cominciare.

Day 1

Il mio punto di partenza è nell’East Village, a Downtown. Da lì, in una ventina di minuti si riesce ad arrivare alla famosa entrata dello storico Gaslamp quarter. Saranno state anche le 8 e mezza del mattino, ma a me la città sembrava vuota; una sensazione che scopro essere molto comune per noi europei quando arriviamo negli Stati Uniti. Le strade sono larghissime e gli spostamenti avvengono quasi sempre in macchina (un po’ per via delle grani distanze, un po’ perché in America la benzina non costa nulla), quindi da un lato le persone sono quasi tutte in macchina, dall’altro anche se fossero riverse tutte nelle strade, probabilmente non arriverebbero a riempirle.

Prima fermata: Strabucks… Eh lo so, il perfetto viaggiatore non lo farebbe mai, e devo dire che è un posto che neanche io amo, ma avevo bisogno di wi-fi e di una presa per caricare il telefono e per queste cose Starbucks è sempre un porto sicuro dove le cape di ‘mbrella come me possono sempre approdare.

Per redimermi da Starbucks, ho cominciato a percorrere la bellissima North Harbor Drive verso Seaport Village, un piccolo gioiellino dove rilassarvi al sole, passeggiando in questo porticciolo. Non vi consiglio però di fermarvi a mangiare qui, è un posto molto turistico.

old town/San diegoold town/san diego

Continuando la mia passeggiata verso Nord, arrivo alla fermata del Trolley (la loro metro di superficie) Santa Fe Deport, 4 fermate e arrivo a Old Town, che avevo letto essere il cuore messicano dell città (San Diego, per chi non lo sapesse, è al confine col Messico). Devo dire che qui le mie aspettative sono state un po’ deluse, non si tratta di un vero centro storico, ma di un piccolo parco costruito ad hoc per noi turisti indifesi. Di pro, però c’è da dire che il parco è free entry, quindi ci si può affacciare a dare un’occhiata comunque. Qui si potrebbe essere tentati dai mille bar messicani lungo le strade, ma seguendo il consiglio di alcuni amici che vivono a San Diego da un po’, mi sono avventurata a mangiare sushi da Tadokoro (2244 San Diego Ave.)… Si, lo so, il sushi nel quartiere messicano. Però questo era molto buono!

Una cosa che assolutamente manca in questa giornata è il mio amato, desideratissimo caffè e dove prenderlo se non a Little Italy? Si, scordatevi di prendere espressi vari in giro per la città, manco per sogno! Quindi, altre due fermate del Trolley (questa volta verso Sud) e caffè, capuchino, mozarela, vita bella. Il bar in cui sono finita è un piccolo bar di Indian st: Bar Italia, certo non brilla per originalità, ma il caffè è buono e se siete dei malati i caffè come me, credo che questo sia uno dei pochi posti dove potete prenderlo in città (miscela Lavazza, costo elevato, poco meno di 3 USD, mettetevi l’anima in pace, questi sono i prezzi fuori dall’Italia per un caffè).

San diego/Little Italy

Da Little Italy, comincia poi la mia scalata verso il Balboa Park e lì arriva il tanto atteso colpo di fulmine, quel momento in cui il viaggio comincia veramente. Ecco, il mio viaggio è iniziato tra gli alberi e la gente dell’immenso Balboa Park.

Il sole, i colori e la gente di questo posto vi incanteranno, all’interno ci sono una decina di musei (qui tutte le informazioni), io ho visitato quello di fotografia, ma avrei visitato volentieri altri, che non ho avuto il tempo di vedere; e poi ovviamente imperdibile lo zoo, mi hanno detto; per i problemi di tempo sopra citati, non ho potuto visitare neanche quello, ma lo visiterò tra qualche giorno, quando tornerò in città.

Il parco è enorme e ci consiglio di avere una cartina per girarlo senza perdervi, oppure no, fate come me e perdetevi, ma perdetevi sul serio e fatevi prendere dalla luce di mille colori di Balboa Park e di San Diego.

Balboa ParkBalboa ParkBalboa Park

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